Inserito da: lpfoto | Giugno 12, 2009

IL CONTRASTO

La domanda può sembrare banale ma nasconde i suoi molteplici significati. Infatti se la leggiamo “quanto contrasto?”, la risposta è abbastanza semplice: più o meno quello che ci piace facendo attenzione a non fare errori. Molto diverso è invece se ci chiediamo: “quale contrasto?”. Può sembrare che non abbia senso ma vedremo che non è così.  Questa immagine si presta benissimo all’esempio perché ha uno sfondo continuo.

Una foto morbida di fiori che si stagliano sul cielo. Decidiamo di dargli contrasto e scegliamo tradizionalmente l’uso delle curve.

Con questa regolazione riusciamo a contrastare anche molto la nostra immagine. Stiamo in questo momento applicando un contrasto detto “tonale”, in pratica spostiamo dei toni su e giù per enfatizzare la foto. Esiste però un’altra strada per avere un genere diverso di risultato. Infatti nonostante il forte contrasto applicato non riusciamo ad aumentare la tridimensionalità della foto, il cielo rimane uniforme e i fiori semplicemente si schiariscono nel bianco e si scuriscono nei rami in ombra, sono quindi ancora piatti. L’altro tipo di contrasto viene definito “zonale” e ci aiuterà proprio a risolvere questa situazione. Cerchiamo di capire cosa è, e come di ottiene.

Probabilmente molti di noi già utilizzano il filtro “maschera di contrasto” per aumentare la sensazione di nitidezza. Riusciamo ad ottenere questo risultato normalmente con valori di “Raggio” molto bassi. Nel nostro esempio, per capire meglio, abbiamo un po’ esagerato con il fattore che in pratica ne determina la quantità. Per schematizzarne il funzionamento: “Fattore” = quantità, “Raggio” = dimensione dell’effetto e “Soglia” = più è alta e più il filtro viene tolto dalle superfici piatte. Come nella maggioranza dei casi, per aumentare la nitidezza apparente, dobbiamo lavorare con raggi piccoli. Questo perché vogliamo aumentare il contrasto in una piccola zona che è quella che fa da transizione, ad esempio, fra i rametti o intorno ai petali del fiore. Stiamo aumentando il “micro” contrasto localmente intorno ai bordi del nostro soggetto.

Vediamo qui il prima e il dopo l’applicazione.
Ma cosa succede se decido di usare un valore di “Raggio” più alto?

Lasciando 250 di “Fattore” siamo saliti a 20 con il “Raggio”, ed osservando l’immagine nel suo complesso e non nel piccolo come abbiamo fatto prima, ci rendiamo conto che stiamo aumentando la sensazione di tridimensionalità più sul totale e non più sui piccoli dettagli. Stiamo utilizzando un maggiore contrasto “zonale”, questo perché, a differenza delle curve, la maschera di contrasto è in grado di estrarre i bordi del soggetto ed enfatizzarli.

Aumentando ancora, fino a 100, vediamo chiaramente un alone intono al fiore e i petali che hanno molta più consistenza. A differenza delle iniziali curve il cielo è rimasto, dove non c’è il fiore, più o meno uguale e contemporaneamente si è contrastato intorno al soggetto. Questo è il concetto di contrasto “zonale”, da applicare cioè, in base al soggetto e non ai toni generali. Chiaramente nel nostro esempio stiamo esagerando per capire la struttura dell’effetto, e il risultato non è, in questo caso, piacevole.

Ripetiamo parte di quell’effetto sull’intera immagine.

Utilizziamo stavolta “Fattore” 70, “Raggio” 100, “Soglia” 0.

Come vediamo rispetto all’originale, utilizzando la maschera di contrasto con raggio molto ampio, la foto guadagna una profondità che non sarebbe raggiungibile con una semplice regolazione: l’acqua sembra più specchiata, sull’orizzonte la luce risalta molto di più sulle montagne e in primo piano i ramoscelli sono più in risalto. Con le curve non avremmo mai ottenuto questo risultato così semplicemente. Ne parleremo ancora, le possibilità sono davvero entusiasmanti.


Risposte

  1. nice! i’m gonna make my own blog


Lascia un commento

La tua risposta:

Categorie